Rassegna Finanziaria

L’Anno della Scimmia

Nei mercati finanziari i due animali che la fanno da padrone sono il toro e l’orso. Il toro attacca incornando verso l’alto: esso rappresenta chi cerca di guadagnare speculando al rialzo. Al contrario, l’orso colpisce le sue prede con gli artigli dall’alto verso il basso e rappresenta chi cerca di guadagnare sui mercati scommettendo al ribasso. A Wall Street c’è un detto che recita:

“Bulls make money, bears make money, and pigs get slaughtered”

I pigs, sono gli investitori al dettaglio (i cosiddetti retail), meno informati, meno sofisticati e più volubili di fronte ai picchi di volatilità. Rispetto ai tori e agli orsi prendono decisioni subottimali. Nell’anno che sta per finire, al grido di “apes together strong” hanno fatto la loro comparsa sul palcoscenico le scimmie. Una scimmia da sola è ininfluente ma quando tante si mettono insieme e fanno branco diventano una forza impossibile da ignorare. Nel 2021, molti investitori retail hanno deciso di non essere più maiali. Grazie alla proliefarazione di subreddits in cui si parla di azioni e finanza (come esempio basti pensare all’ormai conosciutissimo WallStreetBets) si sono messi insieme e sono diventati scimmie. Hanno capito che scambiandosi idee e seguendo le stesse strategie di investimento avrebbero potuto muovere volumi simili a quelli mossi da grossi investitori istituzionali. E, infine, giocare alla pari con loro. Ed è per questo che il 2021 dei mercati sarà ricordato come l’Anno della Scimmia che di quest’anno è stata protagonista e si è fatta largo nello zoo della finanza.

Sono stati dodici mesi in cui si sono avvicendate sui mercati situazioni insolite. Questo post è un riassunto di quelle che più mi hanno colpito.

Gli Short Squeeze di GME ed AMC

Menzione d’onore va ai mega short-squeeze di GME e AMC a fine gennaio (con tanto di parte 2 per AMC a giugno)! E’ stato uno dei trade più affollati del secolo, dove l’esercito delle scimmie, unito, a colpi di meme e trade più o meno grossi ha sfidato alcuni hedge funds che avevano aperto cospicue posizioni ribassiste contro un paniere di titoli capitanato da GME e AMC. E così, GME dopo un mese da inizio 2021 faceva segnare un +1600%; AMC a giugno un +3000%.
Un anno dopo i due titoli sono ormai lontano dai loro massimi ma restano ben al di sopra delle quotazioni di inizio anno e continuano ad avere un “cult following” destinato a perdurare a lungo. Molti investitori al dettaglio restano convinti del fatto che la battaglia contro gli hedge funds non sia ancora finita. Da parte delle due società non sono mancati proclami su piani per il futuro assai ambiziosi ma i fondamentali, seppur la struttura del capitale sia decisamente migliorata, mostrano quantomeno dei ritardi in fase di esecuzione. Intanto è indubbio che GME ed AMC abbiano lasciato un marchio indelebile sull’epoca post-pandemia.

L’ S&P 500 e le Bolle scoppiate nel 2021

In un post precedente, avevo parlato di come l’idea secondo cui l’indice S&P 500 si trovi in una nuova bolla azionaria stile 2000 sia tutt’altro che definitiva.
Tuttavia, sotto la superficie, si sono sviluppate delle micro-bolle in alcuni specifici settori: sui titoli legati veicoli elettrici, sui titoli legati alla “CoVid economy” e sulle azioni dei meme (quelle considerate ottime dalle scimmie, spesso sulla base di idee balzane e prive di riscontri nei fondamentali). Queste bolle sono cresciute nel 2020 e hanno trovato un massimo intorno a metà febbraio (con i meme che hanno avuto un colpo di coda a giugno dovuto alla corsa di AMC Entertainment) e sono scoppiate nel 2021. Ho ricreato 3 indici (Eq. Weighted) che rappresentassero questi settori. Questi panieri si trovano oramai tra il 40% e il 50% dai propri massimi e alcuni titoli al loro interno sono arrivati a cedere fino al 75%! Nonostante l’implosione, che va avanti oramai da diversi mesi, il contagio verso l’indice principale per quest’anno è stato scongiurato: l’S&P 500 ha fatto segnare ieri un nuovo massimo. L’esuberanza della folla sembra rimasta limitata a queste tasche del mercato. Situazione da monitorare!

Rendimenti S&P 500 – Cap Weighted vs Eq. Weighted 

Si sente spesso dire che oramai l’andamento dell’azionario dipende quasi esclusivamente dalle Mega Cap (le società a grandissima capitalizzazione). Si racconta che siano loro a trainare il mercato, il quale senza crollerebbe. Quest’anno però l’ETF sull’indice pesato per la capitalizzazione e quello con pesi pari per tutti i membri hanno fatto segnare la stessa performance: +29% circa.
La performance delle Mega Cap è fondamentale ma l’andamento dell’azionario nel 2021 è stato lo specchio di un miglioramento generalizzato e intersettoriale dei prospetti economici.

Inflazione vs Tassi di Interesse

Nel 2021 abbiamo osservato il ritorno dell’inflazione. In Italia siamo su livelli che non pervenuti da circa 13 anni. Altrove nel mondo anche 25/30. La forte ripresa economica dopo la breve ma violenta recessione del 2020, sospinta da manovre fiscali globali senza precedenti, ha creato un vortice di domanda che ha spinto verso nuovi picchi gli indici dei prezzi.
Nel frattempo, i tassi di interesse dell’obbligazionario sono rimasti sui livelli depressi dell’ultimo decennio. La situazione che si è venuta a creare è nuova, almeno per questo millennio. Le possibili ragioni? Che segnale ci sta lanciando il mercato dei bond?

  1. La spinta inflattiva è temporanea e gli indici dei prezzi rallenteranno presto.
  2. Il rimbalzo economico è stato troppo forte e ci attende un periodo di stagnazione.
  3. L’obbligazionario si sta sbagliando e i tassi di interesse inizieranno ben presto a correre.

Tutte situazioni plausibili. La prima, più auspicabile ma non più probabile delle altre. Quel che è certo è che investendo al minimo rischio, in Italia, in questo momento, si paga una tassa “nascosta” del 3%. E’ un vero grattacapo costruire un portafoglio di investimenti in queste condizioni!

La Corsa delle Materie Prime

I prezzi delle materie prime nel 2021 hanno corso verso l’alto e si sono portati sui massimi da 7 anni a questa parte. Conseguenza del boom di domanda e causa principale (ma non unica) della spirale inflattiva. Nella seconda metà degli anni ’10 fino alla pandemia i prezzi pressoché costanti, e più bassi rispetto al passato, di petrolio e gas naturale hanno contribuito al consolidamento della ripresa dalla GFC (Great Financial Crisis – più comunemente chiamata da noi “La Crisi”). Come? Rendendo più facile alle famiglie la pianificazione di spese e consumi. Un proseguimento deciso della corsa anche nel 2022 è a mio avviso il pericolo più grande per la ripresa economica.

I Bitcoin nel 2021

Impossibile chiudere senza menzionare i Bitcoin. Aldilà delle opinioni sulle cryptovalute come mezzo di scambio anche quest’annoi BTC si sono confermati un valido investimento alternativo con una performance nell’intorno del +58%.
La domanda di BTC sia da parte di istituzioni (finanziarie e non) sia da parte dei clienti private delle banche d’affari continua a crescere. D’altra parte, anche quest’anno, non è venuta meno la solita volatilità: il prezzo è raddoppiato nel primo trimestre per poi perdere tutto nel secondo, raddoppiare di nuovo nel terzo e perdere un terzo nel quarto. 

 

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