Commento Azionario

Rotazione Rialzista

L’estate è appena terminata. E’ consuetudine credere che durante la calda stagione sui mercati finanziari accada ben poco di rilevante. All’apparenza si direbbe che è stato così anche quest’anno: volumi più bassi del solito e un paio di crolli qua e là seguiti da recuperi altrettanto veloci. Ordinaria amministrazione insomma. Eppure, sotto qualcosa si muove. C’è aria di rotazione tra i leader di mercato: i colossi che dominano da mesi hanno rallentato, ma non è detto che questo sia un segnale negativo. Anzi, l’S&P 500 sta facendo segnare nuovi massimi storici proprio in questi giorni, grazie all’ingresso di nuovi protagonisti. Insomma, a seguire i mercati è difficile annoiarsi, e questa “rotazione rialzista” potrebbe rivelarsi come una delle svolte più intriganti degli ultimi tempi.

S&P 500: Cap-Weighted vs Equal Weighted

Quando si parla di un indice azionario, viene spontaneo pensare al classico indice “cap-weighted”, in cui le aziende più grandi hanno un peso maggiore e, di conseguenza, influenzano l’andamento dell’indice più delle altre. Tuttavia, esiste una variante meno nota, l’indice “equal-weighted“. In esso, ogni azienda è rappresentata con lo stesso peso indipendentemente dalla sua capitalizzazione. A titolo di esempio, prendiamo un indice immaginario formato da due soli titoli: Apple e Walmart. Rispettivamente 3400 e 600 miliardi di dollari di capitalizzazione. Nella versione “cap-weighted” Apple avrà un peso dell’85%, Walmart del 15%. Nella versione “equal-weighted” entrambe del 50%.

Riferendoci all’S&P 500, per diversi mesi l’indice equal-weighted ha faticato a tenere il passo del cap-weighted, trainato dai giganti della tecnologia, come le Mag 7 e altri supercompounder. Tuttavia, durante la stagione estiva abbiamo osservato un cambiamento di rotta: l’equal-weighted ha iniziato a recuperare parte del terreno perso [+7,84% vs +4,71%]. Questo è un segnale positivo, poiché le aziende di dimensioni relativamente più piccole hanno cominciato a correre proprio mentre quelle più grandi attraversano una fase di stallo. Un chiaro indizio di una possibile rotazione rialzista.

I Leader di Mercato Rallentano (ma non si Fermano)

Non fraintendiamoci, i grandi nomi della tecnologia non stanno esattamente arrancando. I sette colossi noti come Mag 7 continuano a performare bene, e a tre quarti dell’anno si trovano tutti in territorio ampiamente positivo, con l’eccezione di Tesla. Tuttavia, non sono più l’unico motore di crescita del mercato. Basti pensare che, considerando il valore di capitalizzazione di mercato perso rispetto ai massimi relativi del 2024, il calo complessivo si avvicina al trilione e mezzo di dollari! Eppure, dopo una breve correzione estiva, l’S&P 500 ha toccato nuovi massimi storici. Ciò significa che il valore perso dalle Mag 7 è stato compensato da apprezzamenti diffusi in altri settori dell’indice.

Questo cambio di marcia è salutare: permette al mercato di essere meno dipendente da pochi nomi e di vedere una crescita più diffusa. Insomma, i leader storici degli ultimi anni stanno prendendo fiato. Ma ciò non significa che la corsa sia finita. Al contrario, laddove dovessero recuperare il terreno perso, potrebbero dare al mercato una spinta ulteriore, rafforzando ulteriormente il trend rialzista.

I Nuovi Leader

L’importanza della rotazione rialzista risiede nel fatto che, in altri periodi storici del mercato, come ai tempi dei Nifty 50 o durante la bolla dotcom, un’eccessiva concentrazione di guadagni in poche aziende ha spesso preannunciato grossi crolli. In quei casi, il mercato al rialzo era sostenuto da un ristretto gruppo di titoli, mentre il resto delle azioni iniziava a calare. Di solito, dopo il declino degli altri settori, arrivava il turno dei “pezzi grossi”, innescando poi mercati orso di ampie proporzioni.

Oggi, però, sta accadendo qualcosa di diverso: mentre i grandi titoli tecnologici rallentano o non registrano i guadagni di prima, il mercato non crolla. Al contrario, la una rotazione tra settori ne mantiene la spinta al rialzo. Questo equilibrio riduce il rischio di una correzione drastica, rendendo il mercato meno dipendente dai soliti protagonisti e creando un contesto più sano e resiliente per la crescita complessiva.

Tra i settori che hanno performato meglio durante l’estate troviamo i servizi pubblici (+15,77%), l’immobiliare (+16,58%), i finanziari (+9,92%) e le società industriali (+8,68%). La sovraperformance in queste aree del mercato è un segnale incoraggiante, poiché si tratta di segmenti che tendono a fare bene quando l’economia è in buona salute. Il mercato, ovviamente, può sempre sbagliarsi, ma per ora ci manda questo messaggio. Le nubi del temuto “uragano economico” a cui faceva riferimento nel 2022 il CEO di JPMorgan, Jamie Dimon, sembrano allontanarsi.

La Strada Impervia: le Elezioni Americane e i Fattori Macroeconomici

Il tono di questo articolo non riflette opinioni personali, ma piuttosto ciò che il mercato sta segnalando. Tuttavia, il futuro non sarà privo di sfide. All’orizzonte ci sono diversi ostacoli, a partire dalle elezioni presidenziali americane. Storicamente, le elezioni sono sempre state fonti di volatilità per i mercati, e questa volta non sarà diverso. Sondaggi particolarmente favorevoli a uno dei due candidati o dichiarazioni azzardate all’ultimo minuto potrebbero provocare violenti scossoni, sia a livello settoriale, sia a livello generale. Ad esempio, mentre Donald Trump alza del 50% le proposte sulle tariffe d’importazione per diverse industrie settimana dopo settimana, Kamala Harris ha temporaneamente abbandonato il discorso sulle tassazioni relative alla recompra di azioni e alle plusvalenze irrealizzate. Forse le è stato fatto notare che Wall Street e Big Tech, principali sostenitori della sua campagna, non apprezzano queste idee, per usare un eufemismo.

Oltre alla politica, ci sono fattori macroeconomici che richiedono attenzione. La Fed, supportata dai dati, ha già effettuato il primo taglio dei tassi di interesse degli ultimi quattro anni. Tuttavia, è importante ricordare che le banche centrali non tagliano i tassi quando l’economia è in piena salute. Questi interventi spesso indicano che potrebbe esserci qualche turbolenza all’orizzonte e che si sta cercando di stimolare l’economia prima che la situazione peggiori. Un altro segnale cruciale è la recente disinversione della curva dei rendimenti tra i titoli di stato a 2 e 10 anni, che in passato è stata interpretata come un segno di rallentamento economico imminente. Sarà così anche questa volta? Solo il tempo potrà darci una risposta.

La rotazione rialzista in atto è un segnale positivo, ma non dobbiamo dimenticare che dopo la tempesta c’è sempre il sereno…ma anche che è sempre sereno prima della tempesta. I mercati potrebbero diventare una vera e propria montagna russa nei prossimi mesi.

Nel frattanto che ci godiamo il momento, rimaniamo pronti per affrontare i cambiamenti. Come sempre, mantenere il focus sulla strategia, prestare attenzione ai dettagli e avere pazienza e disciplina saranno le chiavi per conseguire gli obiettivi finanziari prefissati, non la ricerca delle tempistiche perfette di ingresso ed uscita.

Leggi anche:
Investire ai Massimi Storici

Ti è piaciuto o l’hai trovato interessante? Condividilo con qualcuno o sui tuoi social!