Tabella dei Rendimenti (2024)
Anche quest’anno torna l’attesissima Tabella dei Rendimenti per l’investitore europeo.
Per chi fosse interessato alle edizioni precedenti, sono disponibili la TdR 2022 e la TdR 2023.
Di cosa si tratta? La tabella classifica, dal 2015 al 2024, 12 asset class di rilevanza globale in base ai rendimenti annuali, dalla migliore alla peggiore.
La prospettiva adottata è quella di un investitore residente in Italia, con accesso a strumenti azionari, obbligazionari e derivati emessi nel nostro paese e denominati in euro. Di conseguenza, i rendimenti dei mercati quotati in altre valute, come il dollaro, sono riportati al netto delle variazioni del tasso di cambio rispetto all’euro.
Prima di analizzare la tabella del 2024, un’ultima precisazione: i rendimenti sono espressi in “Total Return”. Per gli indici azionari, ciò include la variazione dei prezzi più i dividendi; per quelli obbligazionari, la variazione dei prezzi più le cedole. Per materie prime e Bitcoin, ovvero asset privi di rendimento implicito, viene considerata esclusivamente la variazione dei prezzi.
Legenda di navigazione
Di seguito, le etichette utilizzate nella tabella, con relativo mercato di riferimento e indice benchmark utilizzato per i calcoli.
- US: Azionario “Large Cap” USA – S&P500
- EUROPE: Azionario EU – MSCI Europe
- JAPAN: Azionario Giappone – MSCI Japan
- ITALY: Azionario Italia – Ftse Mib
- EM: Azionario paesi emergenti – MSCI Emerging Markets
- SMALL CAP: Azionario “Small Cap” globale – MSCI World Small Cap
- BTPs: Obbligazionario Italia – BTP Futures 10 anni + rendimento BTP 10 anni
- CASH: Mercato monetario europeo – Rendimento a 90 giorni dell’Area Euro
- REITs: Mercato immobiliare globale – Dow Jones Global Real Estate
- CMODITY: Materie Prime – Bloomberg Commodity Index
- GOLD: Oro – Gold Futures
- BTC/EUR: Bitcoin – Cambio BTC/EUR (da Kraken)
Un anno eccezionale per gli investitori
Per la prima volta da quando compilo questa tabella, tutte le asset class hanno chiuso l’anno in positivo. Il 2024 è stato un anno facile per investire: indipendentemente dall’asset scelto, i risultati sono stati soddisfacenti. Questo fenomeno, spesso definito “everything rally”, è raro e difficilmente sostenibile nel lungo periodo. Gli investitori dovrebbero prepararsi a un ritorno alla normalità, in cui la selezione e la diversificazione torneranno a essere fondamentali.
L’exploit di Bitcoin: sempre primo o ultimo
Bitcoin (+134,8%) si conferma ancora una volta come l’asset più volatile e performante, seguendo un pattern interessante: tre anni da migliore asset e un anno da peggiore. Questo schema si sta ripetendo per la quarta volta consecutiva. È un elemento degno di nota, ma attenzione a non lasciarsi ingannare dalla casualità. Trovare pattern dove non esistono può portare a decisioni di investimento errate. Resta il fatto che chi ha mantenuto BTC nel lungo periodo ha ottenuto ritorni stellari. Facile dirlo ora, ma molto meno durante i “crypto winter”. Complimenti a chi è riuscito a resistere… ammesso che esista qualcuno, oltre a chi ha semplicemente perso le chiavi del proprio wallet.
L’oro: un sette su sette e un risultato storico
L’oro (+34,6%) ha chiuso il settimo anno consecutivo in positivo, con una performance superiore a qualsiasi principale indice azionario mondiale. Per la prima volta nella storia, l’oro e Wall Street hanno guadagnato oltre il 30% nello stesso anno. Questo risultato è sorprendente, considerando che solitamente l’oro si apprezza nei momenti di incertezza, mentre l’azionario brilla nei periodi di crescita.
Perché l’oro ha performato così bene nel 2024?
Potrebbe essere rimasto sottovalutato nel biennio 2022-2023, quando l’inflazione era alle stelle e i tassi in rialzo lo penalizzavano.
Potrebbero aver influito i rischi geopolitici e le tensioni globali.
Potrebbe esserci una perdita di fiducia nel dollaro come bene rifugio, a causa della crescente “guerra finanziaria” portata avanti dagli USA negli ultimi anni.
Qualunque sia la spiegazione, l’oro conferma ancora una volta il suo ruolo cruciale nella diversificazione di un portafoglio, grazie alla sua asimmetria positiva: nei momenti difficili offre spesso una protezione senza sacrificare del tutto il rendimento nei periodi di crescita.
L’Italia sorprende
Per il secondo anno di fila, il mercato italiano è stato il migliore tra quelli non statunitensi, con una performance più che doppia rispetto al resto dell’Europa. Negli ultimi 10 anni, ha avuto un rendimento medio del +11,2%, un dato notevole considerando la stagnazione economica del Paese.
Questo sottolinea un concetto chiave: l’andamento dell’economia reale non è sempre correlato all’andamento del mercato finanziario. Un esempio lampante è la Cina: pur non essendo rappresentata in questa tabella, ha raddoppiato il proprio output economico in 10 anni, ma nello stesso periodo il suo mercato azionario ha registrato un rendimento negativo. L’Italia, al contrario, ha avuto una crescita economica modesta, ma il FTSE MIB ha quasi triplicato il proprio valore dal 2015.
Questa discrepanza dimostra che le borse riflettono aspettative future più che dati economici attuali. Il mercato azionario italiano potrebbe aver beneficiato della ripresa degli utili aziendali, della rinnovata fiducia degli investitori e del miglioramento della percezione del rischio-Paese.
Liquidità, obbligazioni e real estate: positivi, ma occhio al lungo periodo
Il settore obbligazionario e la liquidità hanno avuto risultati positivi nel 2024, ma guardando i rendimenti a lungo termine, questi strumenti hanno fornito ritorni molto contenuti. Lo stesso vale per il Real Estate, che negli ultimi anni ha sofferto i rialzi dei tassi d’interesse.
Questi asset sono fondamentali per ridurre la volatilità di un portafoglio e preservare il capitale nei momenti difficili, ma non bisogna esagerare con la loro allocazione. Qui entra in gioco il concetto di diworsification: quando la diversificazione diventa eccessiva e riduce il rendimento atteso senza fornire reali benefici di riduzione del rischio. Un portafoglio ben bilanciato non è quello con il maggior numero di asset, ma quello in cui ogni asset ha un ruolo specifico nella gestione del rischio e del rendimento.
Materie prime: un rimbalzo, ma attenzione alla prospettiva decennale
Le materie prime (+12,1%) hanno recuperato terreno nel 2024 dopo un 2023 difficile e il boom del biennio 2021-2022. Tuttavia, se guardiamo alla loro performance decennale, il rendimento medio è stato solo del +0,6%.
Questo dato suggerisce che le materie prime, pur avendo momenti di forte crescita, non sono necessariamente un investimento redditizio nel lungo periodo. Il loro ruolo è più legato alla copertura dall’inflazione e alla protezione nei momenti di crisi. Sono strumenti più adatti a chi ama il trading tattico piuttosto che a chi cerca una componente stabile e strutturale per il proprio portafoglio.
Conclusione
Il 2024 è stato un anno straordinario per gli investitori, con rendimenti positivi in tutte le asset class. Tuttavia, la storia insegna che i rally generalizzati non durano per sempre. La chiave per affrontare i mercati futuri sarà una diversificazione intelligente, senza cadere nella diworsification, e un attento bilanciamento tra asset rischiosi e difensivi. L’oro ha dimostrato il suo valore, l’Italia ha sorpreso ancora e Bitcoin continua a seguire il suo schema ciclico. Cosa ci riserverà il 2025? Nuove opportunità, nuove sfide. L’importante sarà farsi trovare pronti!
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