L’Eredità di Charlie Munger
Charlie Munger non c’è più. Si è spento ieri all’età di 99 anni, a poco più di un mese dalla tripla cifra, il braccio destro di Warren Buffett. Fino all’ultimo, è stato vicepresidente di Berkshire Hathaway, il conglomerato finanziario americano di maggior successo.
L’Eredità di Charlie Munger
Munger è sempre stato presente – anche quest’anno, alla sua veneranda età – all’assemblea degli azionisti della Berkshire. Sempre disponibile a rispondere alle domande di chiunque, riusciva a combinare chiarezza nelle spiegazioni della materia finanziaria con un fine senso dell’umorismo. Mai banale. E mai coi fari puntati addosso. Proponente di un capitalismo puro, basato su incentivi e disincentivi. Un sistema necessario esclusivamente ad accrescere il benessere di una società. Lontano da quello di moda oggi. Da una parte sempre più incentrato sul culto della personalità. Dall’altra “intervenzionista”, che si introduce nella vita degli individui con abili strategie di FOMO e FUD volte a spingere a un consumismo maniacale di esperienze, beni e servizi.
A titolo personale, lo colloco assieme all'”Oracolo di Omaha” sul mio Monte Rushmore del mondo di finanza e investimenti. Gli altri (da sinistra nella foto): Jack Bogle, Jim Simons e Nassim Nicholas Taleb. Ognuno per ragioni diverse.
Le figure di Munger e Buffett incarnano il significato più stretto di Capitalizzarte. Cioè fare dell’allocazione del capitale una vera e propria arte e utilizzare a proprio vantaggio il tasso di interesse composto come principale strumento per raggiungere l’indipendenza finanziaria. Inoltre, la mia ammirazione per Charlie Munger non è solo per l’approcio pragmatico che nella sua lunghissima carriera ha dimostrato nel mondo degli investimenti, ma anche per lo stoicismo con cui ha affrontato le difficoltà e le tragedie della vita.
“Di fronte a una tragedia incredibile, non lasciate mai che una tragedia diventi due a causa di una vostra mancanza di volontà”
Insomma, è stato un filosofo di scuola senechiana prestato per una vita al mondo della finanza. Con la sua dipartita, lascia un’invidiabile eredità non solo in termini di ricchezza, ma anche di saggezza per tutti noi appassionati di finanza e investimenti. Per ciò, voglio oggi condividere delle sue citazioni e aforismi di cui fare tesoro.
Sulle Difficoltà della Vita
Un’altra cosa, naturalmente, è che la vita ti darà colpi terribili, colpi orribili, colpi ingiusti. Non importa. E alcune persone si riprendono e altre no. A questo proposito credo che l’atteggiamento di Epitteto (filosofo greco, stoico) sia il migliore. Lui pensava che ogni disgrazia della vita fosse un’opportunità per comportarsi bene e per imparare qualcosa. E il vostro dovere non è quello di sommergersi nell’autocommiserazione, ma di utilizzare il terribile colpo in modo costruttivo. Questa è un’ottima idea.
Sull’Investire in Azioni
Se si intende investire in azioni a lungo termine o in immobili, è ovvio che ci saranno periodi in cui si soffre molto e altri in cui c’è un boom. E credo che si debba semplicemente imparare a viverli. Come diceva Kipling (Rudyard, scrittore inglese), trattate questi due impostori allo stesso modo. Bisogna fare i conti con la luce del giorno e il buio della notte. Questo vi preoccupa molto? No. A volte è notte e a volte è giorno. A volte è un boom. A volte è un fallimento. Credo che si debba pensare a fare il meglio possibile e andare avanti finchè ti viene concesso.
Sull’Intermediazione Finanziaria
Credo che il motivo per cui siamo finiti in una tale idiozia nella gestione degli investimenti sia meglio illutrato da un racconto sul tizio che vendeva attrezzatura da pesca. Gli chiesi: “Mio Dio, sono viola e verdi. I pesci prendono davvero queste esche?” E lui rispose: “Signore, io non vendo mica ai pesci”.
Sull’Analisi Azionaria e le Teorie Macroeconomiche
Di solito non uso proiezioni formali. Non lascio che la gente le faccia per me perché non mi piace vomitare sulla scrivania, ma le vedo sempre fatte in modo molto sciocco. E molte persone ci credono, anche se sono assurde. In finanza, è una tecnica di vendita efficace mettere una proiezione insensata su una scrivania.
Sull’Utilizzo della Leva Finanziaria
Non esiste una cosa sicura al 100% quando si investe. Pertanto l’uso della leva finanziaria è pericoloso. Una serie di numeri meravigliosi moltiplicati per zero sarà sempre uguale a zero. Non contate di diventare ricchi due volte.
Sul Tasso di Interesse Composto
La prima regola dell’ interesse composto: non interromperlo mai inutilmente. Il mondo è pieno di giocatori d’azzardo che non riusciranno a fare altrettanto bene degli investitori pazienti. Capire sia il potere dell’interesse composto sia la difficoltà di ottenerlo è il cuore e l’anima della comprensione di molte cose.
Sul Cambiare Idea
Non è l’apprendimento di cose nuove che è così difficile. Lo è riuscire a disimparare quelle sbagliate. Una foresta che non elimina i suoi rami secchi con piccoli incendi, un giorno subirà un gigantesco incendio incontrollabile. Distruggere rapidamente le proprie idee al momento giusto è una delle qualità più preziose che si possano acquisire. Dovete costringervi a prendere in considerazione le argomentazioni contrarie. Soprattutto quando mettono in discussione le idee più amate.
Aforismi
“Un investitore non ha né ragione né torto solo perché altri erano d’accordo o meno con lui”.
“Vivete nei limiti del vostro reddito e risparmiate per poter investire”.
“Se investire non fosse difficile, tutti sarebbero ricchi”.
“Il desiderio di arricchirsi velocemente è piuttosto pericoloso”.
“È l’attesa che aiuta l’investitore e molte persone non sopportano l’attesa”.
“Non è possibile vivere una vita adeguata senza commettere errori”.
“Ovunque ci sia una grande commissione, c’è un’alta probabilità di una grande fregatura”.
Berkshire Hathaway
Non potevo scrivere un articolo su Charlie Munger senza un’immagine dell’andamento della Berskshire Hathaway dal momento in cui Warren Buffett ne assunse il controllo, nel 1965, ad oggi. Un viaggio lungo quasi 60 anni di cui Buffett e Munger sono stati i grandi protagonisti e di cui, fino al decesso di Charlie, hanno sempre fatto parte. Un viaggio tortuoso attraversato da guerre e pandemie, crisi finanziarie ed energetiche, periodi di inflazione e violente recessioni economiche, rivoluzioni sociali e rivoluzioni tecnologiche, bolle speculative e catastrofici default.
Durante questo percorso, l’S&P 500 ha reso poco più del 10% annualizzato. 1,000 dollari investiti a fine 1964, varrebbero oggi oltre 295,000. Per contro, Berkshire Hathaway ha reso quasi il 20% annualizzato, circa il doppio del principale indice americano. Eppure i 1,000 dollari iniziali si sarebbero trasformati oggi in quasi 46 milioni! 156 volte tanto! Discorso da prendere per quel che vale. Impossibile non tenere conto del fatto che quasi nessuno vive fino a 99 anni e/o investe per 60/70 di questi. Tuttavia, ben illustra, appunto, la forza dirompente e l’inarrestabilità del tasso di interesse composto.
Commiato Finale
Charlie Munger è stata una persona autentica in un mondo di personalità costruite e coatte. Un faro che ha insegnato a una (o due…o tre…o quattro) generazione di investitori come pensare, su quali cose vale la pena concentrarsi e quali è meglio lasciar perdere. Ha insegnato l’importanza dell’utilizzo di modelli mentali e come evitare di lasciarsi abbindolare dalle tante stupidaggini e neomanie provenienti dall’industria finanziaria e dal suo mondo accademico. Nella giungla degli investimenti, sullo spettro che va dal professionista esperto al cialtrone gabbamondo, chiediamoci sempre quali incentivi e disincentivi muovono costoro.
Hasta Dios Charlie Legend!
Leggi anche:
Le Azioni Performano Meglio delle Obbligazioni?
Potrebbe anche piacerti:
L’Anno della Scimmia
30 Dicembre 2021
Wild Times a Wall Street
5 Febbraio 2022