2022 Copertina con Assets
Tabella Rendimenti

Tabella dei Rendimenti (2022)

Prendendo spunto dal blogger americano Ben Carlson, ho creato una tabella dei rendimenti degli ultimi 10 anni. Una classifica dei rendimenti annuali, dal migliore al peggiore, di 12 diverse classi di asset dal 2013 al 2022. Ogni attività rappresenta un indice di mercato di primaria importanza del contesto finanziario globale. 

Va aggiunto che la prospettiva per questa tabella dei rendimenti è quella di un investitore italiano/europeo. Indi per cui, per ogni anno, i ritorni percentuali sono calcolati al netto degli apprezzamenti/deprezzamenti della moneta unica nei confronti delle altre valute in cui gli assets son denominati.

I rendimenti azionari sono calcolati sulla base del “Total Return“, cioè sommando tra loro la variazione dei prezzi e l’apporto dei dividendi. Parimenti, per i Btp alla componente dei prezzi è aggiunto il valore delle cedole distribuite.

Gli asset

Di seguito, una legenda per navigare la tabella dei rendimenti. Etichetta: mercato di riferimento – indice benchmark utilizzato.

    • US: Azionario “Large Cap” USA – S&P500
    • EUROPE: Azionario EU – MSCI Europe
    • JAPAN: Azionario Giappone – MSCI Japan
    • ITALY: Azionario Italia – Ftse Mib
    • EM: Azionario paesi emergenti – MSCI Emerging Markets
    • SMALL CAP: Azionario “Small Cap” globale – MSCI World Small Cap
    • BTPs: Obbligazionario Italia – BTP Futures 10 anni + rendimento BTP 10 anni
    • CASH: Mercato monetario europeo – Rendimento a 90 giorni dell’Area Euro
    • REITs: Mercato immobiliare globale – Dow Jones Global Real Estate
    • CMODITY: Materie Prime – Bloomberg Commodity Index
    • GOLD: Oro – Gold Futures
    • BTC/EUR: Bitcoin – Cambio BTC/EUR

La Tabella dei Rendimenti 2022

Cosa Balza all’Occhio

Bitcoin non conosce via di mezzo. O è l’asset più performante dell’anno, ovvero il peggiore. Ancora una volta, si rivela la sua natura ultra speculativa. Nonostante il -62% dell’ultimo anno, per ognuno degli ultimi dieci in media avrebbe raddoppiato il capitale investito. Difficile considerare però gli anni fino alla formazione della prima bolla crypto. Quelli dell'”adozione” (come asset, non come valuta). Si finirebbe per entrare nel tipico loop stile “Quanto avresti guadagnato investendo 1000€ in Amazon nel giorno della sua quotazione?” E chi ne aveva sentito parlare allora?

Guardando la media a 10 anni, in linea di massima il principio <più rischio = più rendimento> è rispettato. Azioni > Obbligazioni > Cash.

Le Large Cap USA lungo 10 anni han fatto decisamente meglio degli altri compartimenti azionari oggetto d’analisi. Le due ragioni principali? La forza del dollaro, che ha fatto lievitare la valutazione in Euro. E, soprattutto, la presenza all’interno dei suoi indici principali delle aziende che hanno guidato la rivoluzione digitale dell’ultimo decennio: le Mega Cap del settore tecnologico.

Azionario Giapponese ed Europeo sono sempre nel mezzo. Mai troppo bene, mai troppo male. Quantomeno, nel 2022, l’Europa, seppur martoriata dalla crisi energetica e nonostante il forte deprezzamento della moneta unica, ha fatto meglio degli Usa. Difficile parlare di riscossa quando la performance assoluta è nell’ordine del -9%. Ma è un’inizio!

Le materie prime, nonostante un decennio dal profilo di rendimento pessimo, vengono da un biennio da protagoniste. Buona parte delle aspettative sull’inflazione nei prossimi anni dipendono anche da come si comporteranno da qui in avanti. Infine, l’oro ancora una volta si è dimostrato affidabile diversificatore negli anni peggiori. Lo scorso anno come nel 2018.

Cash Is (Not) King!

Menzione da fare anche per il mercato monetario. Il cash non ha protetto dall’inflazione. Tuttavia, è stato paradossalmente uno dei migliori investimenti che si potessero avere lo scorso anno. A riguardo, mi è venuto in mente questo tweet di Nassim Taleb, l’autore del Cigno Nero, del giugno 2021.

Si è rivelato profetico nel contesto vissuto durante il 2022. Il problema sta sempre nel trovare il momento giusto per spostare gli investimenti avanti e indietro tra asset finanziari a liquidità. Il rischio è che il tempo passato ad aspettare produca mancati guadagni superiori alle perdite che si subiscono durante i periodi di correzione del mercato. E, altro rischio, di rimanere vittima della nostra natura. Quando le correzioni si palesano, siamo portati ad essere ancor più conservativi con la liquidità e ad aspettare cali ulteriori invece di agire.

In ultimo, vale la pena di ricordare che le performance passate non sono affidabili predittrici di quelle future. Il modo in cui più o meno tutti gli asset qui illustrati passano dall’essere i migliori un anno e i peggiori quello dopo ne è il più chiaro esempio. Un’allocazione strategica delle risorse, a lungo andare, batte quella umorale basata sull’andamento del più recente passato.


Leggi anche:
Il Risveglio dell’Inflazione

Ti è piaciuto o l’hai trovato interessante? Condividilo con qualcuno o sui tuoi social!